Divagazione #3 👀 – Una cravatta rosa

Chiusa, in un cassetto. Da mesi.

Avvolta su me stessa nella speranza che lui si accorgesse di me. Non conosco il perché, la ragione, il senso per il quale sceglieva sempre una delle mie sorelle. Chiedevo, al ritorno di una di loro a tarda sera, cosa le fosse accaduto e vagheggiando mi rispondeva che lui, il mio lui, si trovava nel suo periodo blu. Diceva che avrei dovuto aspettare.

Altri giorni.

Non capivo, ma l’attesa durò a lungo. Rimanevo sempre più sola. Piangevo. Mi sarei strappata, lacerata e avrei tagliato ogni mio filo di seta per poter essere la protagonista, almeno per una volta.

Una notte, infine, fui afferrata.

Con rabbia.

Legata stretta. Fino a non respirare.

Portata in un luogo caldo.

E subito sentii la mancanza delle mie sorelle. Non conoscevo e non avevo mai visto nulla.

Venni tirata,

allentata,

tolta e…

finalmente tornai a respirare, anche se affannosamente. Pensai di essere libera e di tornare a casa, ma mi ritrovai in un luogo sconosciuto.

Abbandonata, su un pavimento freddo, in terra. Avevo freddo. Rimasi lì ore. Forse giorni.

Poi, fui afferrata e finii in un cantuccio caldo, coperto e custodito da un bottone. Tornai a casa. Ritrovai i luoghi a me cari. E lì, rimasi per sempre.

Il suo periodo rosa era finito, ancor prima di iniziare.

 

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